Gipsy

Luglio 2015

 

Ciao io sono Gipsy,

sono un San bernardo a pelo corto di strada, sono stata accalappiata assieme a mia sorella per le strade di Bari e sono finita in canile.

Mia sorella è stata adottata io invece sono stata trasferita in un canile lager di cui nemmeno il nome si può ripetere.

Grazie a maria che vede l’annuncio attraverso un suo contatto un anno dopo la mia storia arriva a Sonia Passione San Bernardo, arrivano anche le mie foto, un cane ridotto ad uno scheletro, apparentemente incattivita e ammalata di leishmaniosi.

Sonia trova una famiglia che possa con la volontaria Federica tirarmi fuori di li con urgenza per iniziare a curarmi e sopratutto nutrirmi a dovere, così nel mentre che si organizzano per venirmi a prendere e portarmi al Parco Rifugio La Cuccia e il Nido arriva Mary e mi porta fuori accompagnandomi a casa sua, i signori del canile davanti al trasportino e alla mia diffidenza mi danno un calcio e mi sbattono dentro mentre a Mary sgorgano le lacrime dagli occhi.

Pochi giorno dopo il Luigi il marito di Maria amica di Sonia parte da Modena per fare quella che chiamano staffetta ma che io chiamo viaggio della speranza, verra a bari a prendere me e poi andremo a Salerno dove un altro Santo di nome Diego verrà recuperato e portato in pensione.

Luigi con un’estenuante viaggio con 40 gradi e oltre è arrivato e da subito ha capito che la situazione era brutta, la mia diffidenza verso l’uomo non era semplice diffidenza era terrore, vero e proprio, non potete sapere cosa mi è successo perché io non posso parlare, ma ne ho passate tante dalla denutrizione alle botte di cui porto i segni a livello cognitivo e fisico.

Io e Diego arriviamo lui mi protegge e io con lui sono tranquilla anche se all’uomo non mi avvicino e se qualcuno si avvicina a me stringo gli occhi perché già so che saranno botte, invece no mi trattano bene, mangio con appetito, mi fanno le analisi e scoprono che io non sono malata, non ho Leishmaniosi e nemmeno erliachia, mi viene messo il collarino repellente, vengo vaccinata, mi mettono una cosa che io non so cosa sia la chiamano pettorina e una corda si attacca a questa per portarmi a spasso, ma io non ne voglio sapere, i guinzagli con un morso li trancio tutti, io non voglio fare questa cosa, io non la conosco e ne ho paura.

Un giorno arriva una famiglia bellissima, si siedono nel box con me mi accarezzano e si innamorano di me, sono una famiglia di Modena con altri animali e l’aggiornamento della mia storia recitava così:

 

“Gipsy Martedì 21/07/2015 è entrata nella sua nuova famiglia, a soli 10 giorni dal suo arrivo una famiglia unica nel suo genere le ha fatto visita e non ci ha pensato 2 volte ad accoglierla nella loro casa, il percorso sarà lungo, ma a distanza di pochi giorni stà già trovando un equilibrio, due sorelle maremmane anziane e un fratello San Bernardo ancora cucciolone sono oggi il suo branco capitanato da mamma Silvia e papà Sandro che la viziano.. (anche troppo) ”

 

Passano una ventina di giorni, in questo periodo sono accadute tante cose e tanti stati d’animo, da prima sembravo tranquilla e i primi 10 gg sono trascorsi senza eventi particolari, io man mano mi facevo sempre più bella e più in carne ma la diffidenza verso l’uomo non migliorava, poi vidi un gattino io non sapevo cosa era un gatto e cos’ senza volere con una zampata l’ho ucciso, era piccolo piccolo io non credevo di fargli male, il giorno seguente un altro micino mi è passato vicino e io l’ho preso con la bocca senza volere gli ho staccato la testa era così piccolo che non me ne sono resa conto… la famiglia però ha preso un po’ paura e così ha chiamato un educatore che ha detto “o lei o i gatti” sono rimasta in famiglia hanno scelto me consapevoli che avrei potuto sacrificare altri gatti della colonia felina che viveva li, passa qualche giorno e ho il mio promo confronto con Tash un cucciolone di 16 mesi, gli graffio il naso e inizio a comandare io, la famiglia però non è molto contenta di questi miei atteggiamenti, ma mi ama e prosegue passa ancora qualche giorno e una notte dalla loro stanza da letto sentono abbaiare, Sandro scende e trova che ho morsica l’orecchio alla vecchietta di casa, lei povera non mi aveva fatto niente ma noi che conosciamo il nostro linguaggio da branco ci confrontiamo così, io sono dominante e volevo spiegarlo agli altri componenti, mantenendo la diffidenza nell’uomo prendevo possesso dell’ambiente e dei suoi abitanti, Jessica una vecchietta di 14 anni però è molto delicata e l’infezione avrebbe potuto ucciderla.

A questo punto con sacrificio e dolore la famiglia si arrende e così vengono a prendermi Luigi ed Elisa amici di Sonia Passione San Bernardo era una giornata di pioggia e mi portarono in pensione li vicino.

Elisa e Luigi andarono via in lacrime vedendo che ancora una volta tornavo dietro le sbarre, dopo confronti decisero che per me era necessario un istruttore che potesse interpretare correttamente la mia psiche e mi aiutasse a combattere le mie paure.

Elisa mi viene a trovare tutti i giorni e sto iniziando un percorso riabilitativo, ogni giorno faccio un piccolo passo avanti, quando vedo Elisa so che mi porta qualcosa e mi farà le coccole e ne sono felice.

Se sarà possibile Elisa vorrebbe adottarmi ma questo lo vedrà il tempo e bisognerà vedere se con Dudù andrò d’accordo o se dovrò vivere come figlia unica, solo il tempo darà queste risposte.

Io ho insegnato tanto a tutti coloro che hanno collaborato alla mia storia, ho smosso emozioni nascoste, solidarietà e tanto altro.

Ciao io sono Gipsy e stò bene, non siate tristi per me perché se fino a ieri ho conosciuto il lato negativo dell’uomo oggi so che ci sono anche uomini buoni.

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